Qualche tempo fa ho scoperto che un certo YouTuber – Christian Simpson, AKA Perifractic – ha acquisito il marchio Commodore, quello della storica casa produttrice di home computer fallita nel 1994 dopo aver venduto decine di milioni di computer iconici.

Io da piccolo ho avuto un Commodore Vic 20, poi il mitico Commodore 64, e poi ho toccato l’estasi del videogiocatore con il mio adorato Amiga 500. La storia mi ha fatto quindi vibrare le corde della nostalgia, e mi sono ritrovato a guardare dei video per saperne di più.

Asciugate le lacrimucce, arrivo al punto, che non sono i computer e i videogiochi: voglio raccontarti quello che questa vicenda mi ha aiutato a ricordare.

1. I sogni sono potenti. Questo YouTuber appassionato di retro-computing sognava da tempo un rilancio del marchio Commodore. “Se io fossi il CEO della Commodore…”, diceva spesso. Però non aveva i fondi necessari per pensare a un'acquisizione. Ma se hai il coraggio di muovere dei passi in direzione di quello che vuoi, spesso la vita ti aiuta. In questo caso facendoti trovare degli investitori.

(Se vuoi allenarti a esplorare idee apparentemente impossibili, ti consiglio “Creare l’impossibile” di Michael Neill, libro tradotto da me e dal mio amico Nicola Olivieri).

2. I sogni sono contagiosi. Quando hai una visione forte – l’immagine chiara di un certo tipo di futuro – quell’immagine comincia a diventare reale. E a un certo punto anche gli altri cominciano a vederla. È così che funziona la leadership. Anzi, se il cuore e la mente sono totalmente investiti nella visione, direi che è così che funziona la magia.

La prima mossa di Simpson è stata quella di creare una versione moderna del Commodore 64, per tutti i nostalgici. Ma quanti potranno mai essere gli interessati a un computer del 1982? Per ora circa 14.000, per un totale di più di 4 (forse 5) milioni di dollari di fatturato. Non male per avviare i motori, no?

3. Il limite è un vantaggio. Come sempre, dietro ogni cosa c’è un mondo intero: ho scoperto che ci sono ancora persone che sviluppano giochi per il Commodore 64, ottenendo risultati a volte davvero notevoli. Uno sviluppatore diceva che gli piace molto lavorare nei limiti imposti dall’hardware di vecchi computer e consolle, perché lo spingono a trovare soluzioni nuove.

E se anche quel limite a cui stai pensando fosse un'occasione per sprigionare la tua creatività?